Le nuvole non sono tutte uguali. Alcune sono sottili, leggere, quasi trasparenti; altre appaiono dense e compatte. Alcune hanno contorni ben definiti, altre sembrano sfumare lentamente nel cielo.
E allora perché dovremmo rappresentarle tutte nello stesso modo?
Prima di proporre ai bambini di disegnare o dipingere una nuvola, possiamo partire dall’osservazione. Guardiamo insieme il cielo oppure mettiamo a disposizione fotografie di nuvole reali, possibilmente molto diverse tra loro. Confrontiamole, soffermiamoci sulle forme, sui margini, sulle diverse consistenze visive e lasciamo emergere le parole e le osservazioni dei bambini.
Solo dopo possiamo introdurre la sperimentazione.
Mettiamo a disposizione uno stesso colore e strumenti molto diversi: spugne, spazzolini, forchette, pennelli, retine e piccoli materiali di recupero. Non chiediamo subito di realizzare una nuvola. Lasciamo, prima di tutto, che i bambini scoprano che cosa sa fare ogni strumento.
Uno lascia piccoli punti, uno trascina il colore, uno produce linee sottili, uno imprime una trama regolare, un altro crea una superficie più piena e compatta. Anche il gesto modifica il risultato: premere, trascinare, tamponare, sfiorare producono tracce differenti.



A questo punto possiamo tornare alle immagini osservate inizialmente e porre una nuova domanda:


Quale di questi segni potrebbe raccontare questa nuvola?
E per un’altra nuvola sceglieresti lo stesso strumento?
Non esiste una risposta corretta e non esiste lo strumento giusto. Ci interessa il processo attraverso il quale il bambino osserva, sperimenta, confronta e infine sceglie intenzionalmente lo strumento che gli sembra più adatto a ciò che vuole rappresentare.
C’è però un passaggio che considero fondamentale: gli strumenti sperimentati dovrebbero continuare a essere disponibili.
Se oggi un bambino scopre che una retina, una spugna o uno spazzolino produce proprio il segno che stava cercando e domani quello strumento scompare, gli abbiamo permesso di fare un’esperienza interessante, ma isolata.
Se invece può ritrovarlo, riconoscerlo e sceglierlo nuovamente quando ne sente la necessità, quella scoperta entra progressivamente nel suo repertorio espressivo.
È qui che la sperimentazione acquista un significato più profondo.
Non stiamo semplicemente cercando tanti modi originali per “fare le nuvole”. Stiamo offrendo ai bambini occasioni per conoscere strumenti, tracce e possibilità, affinché possano utilizzarli sempre più consapevolmente per dare forma alle proprie idee.
Prima osservare. Poi sperimentare. Infine scegliere.
Non cerchiamo un unico modo per rappresentare una nuvola. Cerchiamo di offrire a ogni bambino gli strumenti per trovare il proprio.
Qui trovi alcune immagine di tipi di nuvole da stampare e lasciare a disposizione dei bambini.