Il cielo è sempre lì, sopra di noi. Eppure raramente ci fermiamo a guardarlo davvero.

I bambini sì. Si fermano, alzano gli occhi, indicano, chiedono. Vedono il colore che cambia durante il giorno, la nuvola che si trasforma mentre la guardi, la luna che appare anche quando è ancora chiaro. Il cielo è per loro uno spazio vivo, in continuo movimento, pieno di domande.

Ma il cielo, per i bambini, non si conosce soltanto guardando.

Si conosce facendo. Attraverso le mani, il corpo, il movimento, l’esperienza diretta. Si scopre rincorrendo il vento in giardino, cercando di afferrare una bolla che vola via, mescolando colori per ritrovare le sfumature del tramonto, costruendo nuvole leggere, ascoltando la pioggia cadere, osservando la luce attraversare materiali diversi.

Per questo Il Cielo nelle Mani nasce dall’idea che la conoscenza, nella scuola dell’infanzia, debba essere concreta, vissuta, attraversata con tutti i sensi prima ancora che spiegata.